Blog Pensieri The Monkey Urbex

Perché fotografo?

Questo inverno 2018/19 è per me un periodo di scarsa vena fotografica e questa cosa mi ha portato a chiedermi perché fotografo, cosa mi spinge a fotografare qualsiasi cosa e riempire hard disk di file che rimango li spesso a prendere polvere… Mi sono confrontato con amici che hanno la stessa passione per cercare di capire quali sono gli stimoli e come fare per ritrovare i miei.

Un tipo di fotografia che ho seguito e sperimentato negli ultimi anni è l’urbex. Voglio quindi partire da questo: la domanda è : perché andare a ore improponibili, rischiando grane e in luoghi spesso pericolanti a fotografare bagni abbandonati, porte divelte e graffiti di dubbio gusto

La prima cosa che mi è venuta in mente è che io non ho un fine di denuncia della cosa, non mi interessa portare alla luce ville, teatri, strutture varie abbandonate al loro destino che ne avrebbero meritato sicuramente uno migliore. Non ho una competenza adeguata per giudicare situazioni simili e anche se posso avere una idea mia personale metterla nero su bianco comporterebbe un’analisi più approfondita delle varie situazione….troppo complessa….il mio tempo libero (al di fuori di lavoro e famiglia) è troppo poco per andare così a fondo della questione.

Allora perché l’ho fatto? A pensarci bene la  risposta vera è che forse l’urbex è per me un bel gioco, mi ricorda quando da piccolo con gli amici esploravamo il territorio intorno a dove vivevo per organizzare cacce al tesoro o cerbottanate. In fondo c’è tutto quello che mi piace, sono all’aria aperta, sto facendo una cosa senza un fine preciso cosa che me la fa vivere in modo più spensierato, ho in mano un mezzo altamente tecnologico, c’è l’adrenalina dovuta alla situazione “rischiosa” e c’è la curiosità che mi spinge a esplorare il luogo e cercare di informarmi e capire cosa era. Anche il discorso di mettere una maschera mi riporta al giocare e scimmiottare personaggi che fanno parte del mio immaginario. Insomma è per me un divertimento e fare cose divertenti ho capito essere una parte importante della vita.

Forse il mio problema viene dopo. Una volta finita l’esplorazione mi trovo con in mano migliaia di foto e allora diventa difficile a mente fredda sviluppare e selezionare le foto in modo da ritrovare la sensazione di divertimento provata durante l’esplorazione. Non capisco alla fine cosa traspare dal risultato fotografico che ottengo e questo mi creare un po’ di frustrazione.

Devo pensarci ancora un po’ su ….. o forse la vera soluzione è smetterla di pensarci su e cercare di ritrovare il puro divertimento e la “frivolezza” che accompagnava i primi anni di fotografia.


“Scatto perché mi rende felice”
Cit. di Alessandra Manassero

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